Per il professor Geo Pistarino il ricordo di Castelnuovo Bormida

articolo tratto da “L’ANCORA” 19-11-2017 pag 21

E’ stato un gran pubblico (e non pochi gli allievi nelle prime file; da Enrico Basso a Paola Piana Toniolo) a gremire l’ex Chiesa del Rosario, oggi Teatro Buarnè, per il centenario del professor Geo Pistarino. Ma con un risultato – quello di farne emergere il profilo a 360 gradi – a dir la verità non interamente conseguito, per una non perfetta congruità degli interventi. Dopo il benvenuto del sindaco Giovanni Roggero, troppi 10 (dieci!!!) indirizzi di saluto da parte dei rappresentanti delle istituzioni: alcuni, pensiamo, a pieno titolati ad intervenire. Ma con altri la cui presenza al microfono dimostra, davvero, come il tempo delle elezioni sia assai vicino….

Ad ogni modo, a voler valutare in positivo questo primo momento, ecco un territorio davvero molto coinvolto dal ricordo (anche se poi certi apporti – non tutti, certamente, dicevamo – si sono rivelati molto formali; e talora non troppo significativi; con oratori palesemente colti alla sprovvista…). Alle parole del presidente della Provincia Baldi han così fatto seguito quelle di S.E. Mons Micchiardi per la Diocesi, dell’avv. Paolo Borasio per il Comune di Alessandria, del sindaco di Acqui Lucchini, di Adriano leardi (a ricordare le tesi di una Alessandria nata nel secolo XII in funzione di Genova; e poi le assidue frequentazioni “Acqui Storia”, con il monito spesso ripetuto, da Geo, di una morale da anteporre alla politica), di Ugo Cavaliere, del Capitano dei Carabinieri Angeletti, dei consiglieri regionali Valter Ottria, Massimo Berruti e Francesco Surdich, che hanno ricordato “il coraggio” del suo antico professore nell’allestire un pionieristico corso sulla civiltà dei Vandali, che toccava – con straordinario anticipo – temi oggi a pieno attuali, come quelli dell’alterità. E poi l’insistenza con cui un già anziano Pistarino indirizzò Francesco Surdich a ricoprire il ruolo – e ciò poi accadde – di Preside di Facoltà (con esito della votazione che giunse proprio nel giorno, e nel momento, in cui gli accademici genovesi stavano facendo commemorazione della figura del professore di Castelnuovo).

Un poco deludenti i contributi delle docenti dell’ateneo genovese Sandra Origone (ecco un Pistarino pianificatore del Corso di Storia; ecco il suo conio per l’espressione Common-wealth genovese; la menzione di un memoria “piena di rispetto e viva” da parte dell’ateneo della Superba; ma con parole che potevano essere emotivamente più sentite e coinvolgenti) e di Laura Balletto. Che si è limitata a riproporre, in lettura, un profilo (assai tecnico, completissimo, ma eccessivamente lungo: una quindicina di pagine; di sicuro inadatto ad un uditorio di “non addetti ai lavori”) da lei anni fa pubblicato su secondo numero 2009, il 39/2 dell’Anuario de Estudios Medievales (AEM). Ma nulla “a braccio”, poi, si è voluto aggiungere.

E neppure è sufficiente affermare (come Sergio Arditi ha ribadito, ben tre volte: forse consapevole di essere autore di un inopinato allontanamento dal tema principe del pomeriggio) che Geo Pistarino sarebbe stato “ben felice di ascoltare il suo contributo”, per portare l’attenzione, da un punto di vista critico, sulla bottega di Giovanni Monevi (le cui tele a Castelnuovo sono state oggetto di recupero; e chi fosse entrato in quel momento, avrebbe pensato, davvero, di aver sbagliato convegno…).

Registrati ulteriori concisi apporti di Beppe Ricci e di Giuseppe Tardito (allievo musicale del Pistarino, in un corso di orientamento musicale allestito in paese nei primi anni Cinquanta), del pomeriggio due gli aspetti, davvero belli, che vanno sottolineati. Il primo: l’ascolto (pur in sottofondo, assoluta- mente non valorizzato) delle pagine sacre del Geo Pistarino compositore (tema senz’altro da approfondire, in futuro: ma cercando opportune competenze musicologiche).

Il secondo: la memoria di Flavio Pistarino per il fratello (di 15 anni più anziano). A ricordare la passione per lettura e libri (veri “oggetti sacri”), per la musica (con il diploma in pianoforte conseguito a Torino; e poi con la stesura e l’allestimento di un’operetta nel 1936; con la sua guida della Corale polifonica del paese ad inizio anni Quaranta).

E un’adesione, testimonianza di un pieno impegno politico (anche nel ricordo di Giorgio Falco, suo insegnante, discriminato dal regime, ma che l’allievo mai lasciò solo, anzi cercando, per lui, nelle biblioteche e negli archivi pubblici, i testi utili per continuare gli studi) al CLN Valle Bormida, nelle fila di “Giustizia e Libertà”. Il che portò Geo Pistarino, con l’amico Pier Silvio Viazzi, a realizzare (nella tipografia castelnovese di Eugenio Machetta) i francobolli (Teseo, Perseo, la Vittoria alata i soggetti allegorici) destinati a sostituire dal 26 aprile ‘45 a tutto il maggio successivo, nei nostri uffici postali, gli omologhi valori (da 5 centesimi a due lire e cinquanta) dichiarati “fuori corso” della Repubblica Sociale.Che in alcuni casi vennero sovrastampati.

Utilizzati regolarmente fino ai primi giorni del giugno 1945, i bolli di Geo Pistarino (per saperne di più rimandiamo ad un articolo precedente) anche nei mesi successivi dell’estate vennero tollerati dalle Poste, e non tassati. E anche questi aspetti (a molti dei presenti ignoti) danno ulteriore lustro al contributo offerto da Geo Pistarino nella giuria dell’ “Acqui Storia”, premio che nasce nel ricordo della Divisione “Acqui”.

 

G.Sa – L’ANCORA 19/11/2017 pag 21

Convegno Geo Pistarino

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