Biagio Caranti

BIAGIO  CARANTI  (1839/1891)

Liberi appunti su un garibaldino castelnovese.  Politico, patriota, riformatore.

biagiocaranti.jpgBiagio Caranti, nacque a Sezzè (oggi Sezzadio, in provincia di Alessandria) nel 1839, da genitori Castelnovesi,  (Nicola Bernardini – 1890 – guida della stampa periodica italiana), visse la sua giovinezza in Castelnuovo Bormida,  morì a Roma nel 1891. Figlio di Giuseppe Maria, avvocato e  magistrato in Acqui Terme, e di Emilia Gropello. Discendeva da una famiglia originaria di Passo Corese, in Romagna, insediatasi nel Seicento in Castelnuovo Bormida. Numerosi esponenti della famiglia ricoprirono importanti cariche nell’amministrazione comunale di Castelnuovo  o si affermarono come professionisti nella vicina località di Acqui Terme. Il nonno, Lazzaro Caranti, medico, alla fine del Settecento, acquisì in Castelnuovo una ampia prestigiosa casa di abitazione prospiciente la piazza principale, oltre a un filatoio e svariate proprietà terriere. Accanito giacobino, entusiasta sostenitore delle istanze rivoluzionarie francesi. Si unì comunque in matrimonio alla nobildonna  Angela Trotti di Cassine, discendente di una famiglia di Alessandria aristocratica e conservatrice. Biagio compì i primi studi a Castelnuovo e nella vicina Acqui Terme. Nel 1856 (a 17 anni) s’iscrisse ai corsi di giurisprudenza dell’Università di Torino. Conobbe il Marchese Giorgio Pallavicino Trivulzio, a cui si legò con profonda amicizia e da cui furono fortemente influenzate la vita e le scelte politiche. A casa del Marchese incontrò e strinse rapporti con Giuseppe Garibaldi, La Farina e altri propugnatori dell’indipendenza Italiana.

Nel 1858 abbandonò gli studi e s’iscrisse alla Società Nazionale, ne divenne uno dei Segretari impegnandosi a raccogliere fondi e adesioni a sostegno dell’iniziativa dell’eroe dei due mondi. Addetto presso il Ministero degli interni con Rattazzi, mantenne l’incarico anche nel successivo ministero Cavour. Fu spesso tramite nei rapporti tra Garibaldi e Cavour, almeno sino a quando un incidente diplomatico ingenuamente provocato dal Caranti deteriorò irreparabilmente i suoi rapporti con lo statista sabaudo. Nell’agosto del 1860 raggiunse la Sicilia con un gruppo di volontari, entrò a far parte a Messina dello Stato Maggiore del Generale Stefano Turr, al cui seguito rimase fino  alla battaglia del Volturno (1° ottobre 1960). Giorgio Pallavicino Trivulzio, che si firmava affettuosamente “il suo secondo papà”, il 1° ottobre 1960, pochi giorni prima di assumere la carica di prodittatore di Napoli, chiamò il Caranti a ricoprire l’incarico di segretario. Il giovane piemontese si adoperò validamente per indire il plebiscito per l’annessione delle provincie napoletane al Regno di Sardegna, in contrasto con l’orientamento assunto invece da Crispi, Cattaneo e Garibaldi. Assunse di seguito la reggenza provvisoria del dicastero degli Affari Esteri ( abbandonato da Crispi) che mantenne un paio di  mesi, con non poche doglianze e lamentele da parte di Cavour. Confinato in un ruolo più modesto, nominato alla fine del 61 cavaliere della Corona d’Italia, nel 1862  ricoprì, su istanza del Pallavicino, la carica di segretario della Prefettura di Palermo, entrò nella amministrazione statale e divenne capo della Divisione presso il Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio. Allo scoppio della terza guerra d’indipendenza organizzò, senza prendere parte attiva alle azioni di guerra, in Trentino una spedizione garibaldina comandata dal Turr nella penisola balcanica.

biagio caranti.jpgNel 1866 intraprese un viaggio a Belgrado, Bucarest, Costantinopoli e Berlino, nel vano tentativo di convincere i rappresentanti dei relativi governi a assumere una comune azione ostile contro l’Austria. L’armistizio pose fine all’iniziativa. Ritornato al Ministero dell’Agricoltura promosse l’istituzione di una scuola forestale universitaria a Valleombrosa. Risalgono a questo periodo i soggiorni  nel complesso architettonico della Certosa di Pesio, ex convento dei Frati Cappuccini acquistato, dopo la spoliazione napoleonica, da Giuseppe Avena  e da questi trasformato nel 1840 in stabilimento  idroterapico, centro di villeggiatura e meta gradita dalla corte sabauda e dal mondo politico e imprenditoriale piemontese e dell’alta società europea. Tra gli ospiti del e nel tempo citiamo Camillo Benso Conte di Cavour, Massimo D’Azeglio, Giovanni Giolitti, Sthendal, Clotilde e Maria Pia di Savoia, il futuro Re Umberto. Il centro chiuderà  definitivamente l’attività nel 1915, allo scoppio della prima guerra mondiale. In questo “resort”  Biagio Caranti conobbe Luigia Suaut-Avena, sua futura sposa. Luigia Suaut-Avena,  figlia dell’Avv Luigi Suaut, ereditò (con i cugini Suaut, Arnaud e Voli), nel 1854 alla morte del nonno materno  – Cav. Giuseppe Avena – proprietario della fabbrica di vetri e cristalli della Chiusa – un’ingente patrimonio immobiliare, tra cui la bellissima Certosa di Pesio. Nel 1868 – 8 settembre – si celebrarono le nozze in Chiusa di Pesio tra Luigia Suaut-Avena e Biagio Caranti, che all’epoca era Capo di Divisione nel Ministero dell’Agricoltura e Commercio a Firenze. (alla stesura dell’atto “dotale” partecipò tra gli altri la Sig.ra Carlotta Caranti Farina). I ripetuti soggiorni alla “Certosa”  radicarono in Biagio Caranti la passione per la storia del convento. Alla fine del 1869, a seguito della mancata nomina a segretario generale del Ministero, Biagio Caranti entrò nel Consiglio del Banco di Sconto e di Sete di Torino, spostando i suoi interessi  verso il mondo bancario e finanziario.

Nel 1874 intraprese la carriera politica, fu eletto consigliere comunale a Torino ( incarico che conservò sino alla morte),  oltre a una breve esperienza parlamentare che durò solo due anni. Nelle elezioni politiche del 1874, nel collegio di Cuneo, sconfisse il candidato progressista Giovanni Battista Borelli. Nelle elezioni successive del 1876 venne clamorosamente sconfitto nei collegi di Cuneo e di Torino IV.  La scelta del collegio di Cuneo era ovviamente influenzata dagli stretti legami di amicizia e affari che la famiglia Avena teneva con gli esponenti della borghesia cuneese locale. Il fallimento in campo politico lo portò a concentrare interessi e energie nel campo bancario. Nel 1877 passò dal Banco di Sconto di Torino alla Banca Tiberina, prestigioso istituto della capitale romana. Entrò nel consiglio di Amministrazione della Banca Tiberina, ne divenne in breve tempo e Amministratore Delegato.  Restò alla guida della Banca per dodici anni  gestendo le “brevi”  fortune  ma anche la grave crisi finanziaria che portò nel 1891, 30 marzo,  alla messa in  liquidazione della banca stessa. Morì,  poco prima della messa in liquidazione della Banca, in Roma il 27 marzo 1891, all’età di 51 anni. Grande, forse poco conosciuta, la sua passione per gli studi storici sulla Certosa di Pesio. Sulla scorta degli studi e ricerche fatti da Biagio Caranti dal 1869 al 1884 (interrotti per dedicare le sue energie alla grave situazione finanziaria della Banca, ma di fatto sostanzialmente ultimati), la moglie, con la collaborazione di amici e studiosi, diede alle stampe nel 1900, a quasi dieci anni dalla morte del marito, l’opera in due volumi “La Certosa di Pesio – Storia Illustrata e documentata” che rappresenta oggi un importante strumento di studio del convento certosino e di una vasta area del Piemonte meridionale.

AVVENIMENTI,  INCARICHI ,  cronologia

1860 – 5 maggio – Garibaldi scrisse di suo pugno: “Partiremo questa notte per il mezzogiorno. Conto con ragione sul Vostro appoggio e sull’aiuto dei nostri amici. Presto avrete notizie di noi”, onde informare tramite Caranti  sia Cavour sia il Re
1860 – 11 settembre  – Giorgio Pallavicino Trivulzio, lombardo, nobile e agiato, venne chiamato a Napoli da Garibaldi per gestire l’amministrazione della città, dopo la liberazione dal dominio borbonico, in collaborazione e a supporto dell’attività del Marchese Pes di Villamarina.
1860 – 21 settembre – Pallavicino giunse a Napoli e assunse la carica di Prodittatore.
1860 – 5 ottobre – Pallavicino nominò Biagio Caranti suo segretario. Insieme propugnarono, sostennero e promulgarono il plebiscito per l’annessione incondizionata del Regno di Napoli al Regno di Sardegna, in contrasto con Crispi e Garibaldi che sostenevano la necessità di una preventiva assemblea che fissasse termini e condizioni per l’annessione.
1860 – ottobre – Biagio Caranti venne nominato Reggente del Ministero degli Esteri, in sostituzione di Crispi, dimissionario.
1862 – 15 maggio – Segretario della Prefettura di Palermo (Prefetto Giorgio Pallavicino Trivulzio)
1863 – Capo della Divisione Centrale del Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio.
1865 – Presidente della “Compagnia dei Canali Cavour”
1865 – Commissario governativo in rappresentanza del Ministero dell’Agricoltura e della Camera di Commercio di Lecce, in occasione del Congresso Internazionale di Suez con oggetto i lavori dell’Istmo di Suez.

1874 – eletto Consigliere Comunale di Torino, incarico che conserverà sino alla morte.
1874 – eletto Deputato, di destra,  nel collegio di Cuneo, incarico che conserverà sino al 1876.
1876/1878 – In qualità di Direttore diede nuovo impulso in Torino alla pubblicazione del giornale “Il Risorgimento”, già fondato a Camillo Benso Conte di Cavour.
1879 – Presidente della “Banca Tiberina” – Roma, la cui Sede era stata spostata a Torino nel 1871. Biagio Caranti  mantenne questo incarico sino alla sua morte nel 1891. La Banca venne successivamente  liquidata nel 1895.
1880 – Presidente della Sezione Provinciale della “Associazione Costituzionale Torinese”, presieduta da Minghetti, Spaventa, Lanza, Di Rudinì.
1881 – Apicoltore, agricoltore, amico del milanese Marchese Michele Balsamo Crivelli, Cavaliere dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro. Di questo sono i Trattati su storia e allevamento delle Api nel 1864 e dei Bachi da seta nel 1856 e 1869.

RELAZIONI, SAGGI, DOCUMENTI  ad opera di Biagio Caranti – (ne citiamo alcuni)

1858 – Catechismo politico pei contadini Piemontesi
1864 – Alcune notizie sul plebiscito delle Provincie Napoletane  (in cui difende i comportamenti limpidi del suo “secondo padre” Giorgio Pallavicino Trivulzio, in contrasto con le posizioni assunte da Crispi e Garibaldi)
1865 – Relazione sullo stato dei lavori dell’Istmo di Suez al Congresso Internazionale di Suez
1867 – Alcune notizie biografiche sul Dottor David Livingstone (s’era diffusa la notizia, falsa, della morte di Livingstone. Questi, partito nel 1866 per i laghi equatoriali, era solo introvabile: morì poi nel 1873)
1869 Poche notizie sulla Certosa di Pesio
1880 – La politica estera in Italia
“Alcuni bozzetti letterari”
“Colonie Agricole”
1900 – postumo  “La Certosa di Pesio – Storia illustrata e documentata” – opera in due volumi.

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