Visita ai Castelli della Provincia

PROVINCIA – Domenica 27 aprile secondo appuntamento per la rassegna Castelli Aperti. Nella zona dell’Alto Monferrato si può partire da Acqui Terme, dove è aperto il Museo Civico Archeologico (ore 10-13.30 e 15.30-17.30) per un itinerario alla scoperta di due affascinanti dimore storiche: il castello di Cremolino (nella foto – aperto per gruppi su prenotazione; visite guidate alle 15 e alle 17) e il castello di Trisobbio (visite libere dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19). A Masio è visitabile il museo La Torre e il Fiume che segue lo sviluppo dell’antica torre medievale che lo ospita: sette piani che raccontano per immagini, riproduzioni di documenti antichi e modellini la storia della torre di Masio e più in generale la storia delle torri del territorio (da emblema del potere dei comuni in epoca medioevale a elemento caratterizzante del paesaggio in epoca contemporanea). Il museo è aperto dalle 15 alle 18.30. Imperdibile la visita al castello di Uviglie (unica visita guidata alle 10.30 previo appuntamento al 0142 488792) a Rosignano Monferrato. Vera e propria novità della rassegna, la dimora storica offre ampi saloni affrescati che si affacciano sul giardino pensile interno all’italiana. Situate al di sotto dei saloni dell’ala nobile del Castello, le grandiose cantine storiche, conservano una collezione privata di bottiglie, insieme ad antiche botti e una serie di strumenti del “mastro bottaio”. Il castello, immerso nel verde del suo parco all’inglese, ospita la cappella di Sant’Eusebio, la cripta dei Conti Pico Gonzaga e offre ampie vedute panoramiche sul territorio circostante. Visitabili anche le nuove cantine che perpetuano una tradizione vitivinicola ininterrotta, risalente al 1491. Domenica è visitabile anche il castello di Piovera con un unico turno di visita alle 15.30. Circondata da un vasto parco con annessa tenuta agricola, la dimora storica è tuttora difesa da una cinta muraria e da un fossato risalenti al XIV secolo. Costruita su antecedenti accampamenti (romano e carolingio) e sulle rovine di un convento, nasce come fortezza con i Visconti di Milano. Passa successivamente ai Mandelli, ai Gallarati, agli spagnoli Omodei agli Sforza e ai Savoia che insignirono del feudo di Piovera Francesco Maria Balbi, ultimo feudatario. Nel XIX secolo venne trasformata in dimora signorile dall’attuale aspetto romantico, senza però intaccare l’originale struttura a U. Il castello porta ancora tracce di intonaco nero, forse a lutto per la morte di Napoleone Bonaparte. Dagli anni Sessanta appartiene al Conte Niccolò Calvi di Bergolo.
Tratto da – alessandrianews del 26/04/2014

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