Razionalizzazione della posta rinviata

ROMA – I tagli alla distribuzione della posta sono rimandati. Per ora. Nel testo della legge di Stabilità, approvata in via definitiva dalla Camera dei Deputati il 22 dicembre, è scomparsa infatti la temuta scure sui postini. In un primo momento era stata ipotizzata la distribuzione e il ritiro della posta a giorni alterni nei comuni a bassa densità abitativa (sotto i 200 abitanti per chilometro quadrato). In provincia di Alessandria, su 190 Comuni, solo 14 avrebbero rispettato il parametro e avrebbero avuto diritto alla distribuzione quotidiana della corrispondenza.

La scelta di Poste Italiane avrebbe avuto gravi conseguenze per tutti i Comuni più piccoli. Ma non solo. Nella tagliola della densità di popolazione, infatti, sarebbero cadute anche cittadine come Castelnuovo Scrivia, Gavi, Pozzolo Formigaro, Castellazzo Bormida, San Salvatore Monferrato, Sale, Pontecurone e così via, giusto per citare le più popolose.

Alla Camera, nella seduta del 22 dicembre, è stato però approvato un ordine del giorno a firma Realacci, Borghi, Arlotti, Bianchi, Braga e altri, con cui si impegnava il Governo “ad attivare ogni possibile azione in ordine al servizio postale universale al fine di garantire in tutti i Comuni un servizio postale funzionale e adeguato alle aree a bassa capacità di utenza”. L’ordine del giorno ha avuto come effetto un ripensamento della norma in termini più soft.

La razionalizzazione del servizio postale è solo rimandata. La legge di Stabilità, infatti, prevede che il prossimo contratto di servizio tra Stato e Poste, che partirà nel 2015 e avrà durata quinquennale, anziché triennale come quello oggi in vigore, “potrà prevedere l’introduzione di misure di razionalizzazione del servizio e di rimodulazione della frequenza settimanale di raccolta e recapito sull’intero territorio nazionale”. Il motivo sono le “mutate esigenze degli utenti” e la necessità di “assicurare la sostenibilità dell’onere del servizio in relazione alle risorse disponibili”.

Infine “l‘Autorità per le garanzie nelle comunicazioni provvederà a deliberare nuovi obiettivi statistici di qualità e una nuova determinazione delle tariffe degli invii di posta prioritaria e degli altri servizi universali, individuando soluzioni che consentano la maggiore flessibilità nello stabilire le tariffe in correlazione all’andamento dei volumi di traffico”. Vale a dire che le tariffe della posta prioritaria, appena ritoccate all’insù (dal 1° dicembre il francobollo per la prioritaria è passato da 70 a 80 centesimi), potranno salire ancora. Sarà reintrodotta anche la posta ordinaria, con obiettivi di consegna entro il quarto giorno lavorativo successivo alla spedizione.

Tratto da alessandrianews.it

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