Discarica Cascina Borio – aggiornamento

Era di quest’estate la notizia che la discarica di Cascina Borio a Sezzadio (AL) veniva classificata non idonea a ricevere lo smarino (ossia la terra di escavazione) derivato dai lavori per l’alta velocità del Terzo Valico. Questo diniego ha posto in serie difficoltà sia il COCIV (il consorzio per l’alta velocità facente capo all’Impregilo S.p.A.) che la ditta Riccoboni, multinazionale dei rifiuti che da più di un anno cerca di rendere operativa la suddetta discarica. Togliendo Cascina Borio, al COCIV era saltato il “piano cave” perchè con i suoi 900.000 metri cubi previsti era divenuta uno dei siti più grandi per lo stoccaggio dello smarino e le eventuali altre cave individuate in sostituzione non erano in grado di supplire a tale portata. Ma, come per miracolo (di Natale, giustappunto), a dicembre Cascina Borio è stata reinserita nel piano-cave del Terzo Valico. Infatti il 23 dicembre si è riunita la Giunta Regionale e con soli sette assessori presenti (su tredici previsti) e di cui cinque leghisti, ha deliberato in tal senso. Gli effetti nefasti dell’alta velocità, in Val Bormida escono dalla porta per rientrare dalla finestra. Sbaglia chi pensa che l’opposizione alla discarica non c’entri nulla con la battaglia contro il TAV, infatti è proprio attraverso il COCIV che, in ogni caso, la Riccoboni può ottenere la “variante stradale” che le permetterebbe di avere gli agognati permessi per iniziare a depositare rifiuti contenenti sostanze nocive ed altamente inquinanti.

tratto dal sito notavterzovalico.info

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