Il Porto

 

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Sino al 1 giugno 1907 il collegamento con Cassine era facilitato, oltre che dal guado (nei periodi di secca del fiume), da un traghetto costituito da una “nave” per le persone e poi anche da un “porto”, formato da due grosse barche unite con un tavolato di legno, per carri, bestiame, carrozze, ecc.
L’attraversamento era localizzato sulla sponda sinistra del fiume nella zona tra il Castello e la “Chiavica”, utilizzando le strade castelnovesi della “Ponticella”  prima e del “Porto” poi. Al di là del fiume si proseguiva sulla strada che raggiungeva Cassine nella curva di “Carlinet”.

Di seguito riportiamo il testo integrale della delibera del Consiglio Comunale Castelnovese circa la costruzione del nuovo “Porto”.

Atto Consolare in data 21/5/1840

Sindaco Giovanni Stefano Gaioli,  Segretario Pietro Faenza

Il Consiglio della Comunità

Delibera la costruzione di un porto natante in sostituzione della preesistente fatiscente barca.
Il nuovo “PORTO”, ponte volante a due barche, per una spesa prevista di lire 1.550, da ripartisi in tre anni sui bilanci di spesa 1840/1841/1842, permetterà:

  • il transito di carriaggi di ogni sorta, non praticabile in precedenza
  • agevole comunicazione, per ragioni di commercio e amministrazione, con la stradale di Alessandria e consequenziale collegamento con i Capoluoghi di Provincia e di Divisione
  • un maggior provento annuo al Comune per l’affittamento del Porto stesso.

Della delibera forma parte integrante la relazione di perizia per lo stabilimento d’una chiatta sul torrente Bormida predisposta dal Sig. Regio Misuratore Sacheri , corredata di dettagliato progetto esecutivo e computo metrico.
Il ponte volante doveva servire quale passo sul torrente bormida in continuazione alla strada che da Castelnuovo tende al Comune di Cassine.
L’imboccatura ideale risulta la strada sotto il castello dove risulta meno esteso l’alveo del torrente pur in presenza di sufficiente acqua anche in periodi di magra,. Parimenti, in periodi di piena, detto sito offre il vantaggio di poter riparare la chiatta lungo la strada dietro il bastione del castello.
Dalla strada, con appositi cavalletti, verranno predisposti diversi scali a differenti altezze, adeguate ai diversi livelli periodici delle acque.
La chiatta verrà mossa lungo una fune che si estende su tutto l’alveo del torrente.
La carena delle due barche sarà piatta onde evitare insabbiamenti e ostacoli alla traversata.
La portata è prevista in 10 tonnellate.
Il ponte volante risulta lungo circa ml 13 con un piano di carico di mq. 49 (7 x 7).
Nella fornitura è compresa una barca di scorta al porto, dimensioni ml 7 x 2.

1840, 27 giugno
Bandita l’asta di appalto, spenta la quarta candela senza alcun offerente, il Consiglio accetta l’offerta di realizzazione del porto, in difformità dal progetto originario, e per lire 1.525,  avanzata al sig Maruelli di Castellazzo, subordinando la accettazione definitiva alla approvazione dell’Ill.mo Sig Marchese Intendente della Provincia.

Il nuovo progetto (non reperiti disegni), avallato dal tecnico misuratore e dal Marchese Intendente Provinciale, prevede:

  • il ponte volante è sostenuto da due barche della lunghezza di mt. 15 cadauna
  • i materiali, già previsti nel progetto originario in rovere, potranno anche essere di olmo
  • il palco carreggiabile è lungo mt 8 e largo mt 7
  • le barche
  • il battello a servizio del porto (pasadora) è lungo mt 9 a sostegno del porto volante, sono coperte sia a prora sia a poppa per facilitare lo stazionamento della gente
  • il traino del porto, anzichè con cilindro di rotazione con corda di traverso, avviene con castello con corda alzana per lungo sostenuta da due battelli guida di dimensioni mt 7 x 1,25 da approntarsi all’uopo nella fornitura.

L’appalto venne perfezionato il 7 agosto 1840. Dopo opportuni sopralluoghi e perizia di collaudo del 30/11/1840, in data 7/12/1840 il Consiglio Comunale deliberò il collaudo del nuovo “Porto” e del pagamento finale all’impresa.

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Nel corso dei lavori venne altresì variata l’originaria ubicazione di esercizio del porto.

L’appalto della nave e del porto venne aggiudicato al Sig. Domenico Orecchia fu G.B., con aumento di 1/6 dopo l’asta.
L’ultimo portolano, in attività a cavallo del ‘900, risultò il Signor Battista Orecchia  “Tulamè” (1874 – 1963). La foto lo ritrae a inizio secolo scorso con la moglie Giuseppina Gabutti (1891 – 1961) e due dei quattro figli.
Ai primi  ‘900, dopo il completamento della strada di collegamento Castelnuovo – Cassine e la realizzazione del ponte sulla Bormida ( aperto al transito il  1° giugno 1907  – vedi articolo “il ponte sulla bormida”)  il porto venne definitivamente  abbandonato e successivamente venduto.

Vedi anche “porto tariffe”

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