Alessandro Arcadio

Accademico, poeta e protomedico della provincia di Monferrato, nato in Cassine terra del contado d’Alessandria, forse figlio di Gianfrancesco (1609). Ebbe due fratelli anch’essi verseggiatori, Vincenzo Pio, che stampò in Padova una favola pastorale Il satiro schernito, e Nicolò che in età d’anni 19 pubblicò in Tortona un volumetto, che contiene trent’otto madrigali dedicati al signor Orlando Finocchio. Nella storia Castelnovese, Alessandro è ricordato, in qualità di medico, per aver prestato più volte il suo aiuto alla popolazione durante l’epidemia di peste del 1630/31. Al momento la documentazione reperita è praticamente nulla, solo alcune ricevute che certificano gli interventi effettuati in Castelnuovo e una citazione in un documento del V.Persoglio datato 1882:

Alla fine del 1644, ci fu una seconda scorreria francese a Cassine. Saccheggi e spoliazioni di chiese per due giorni. Saccheggi anche fuori delle mura, dove alloggiavano le truppe, come per esempio alla Cassina del Signor Medico Alessandro Arcadio.

Pubblicò varie opere non pure di medicina, ma di politica, di morale e di poesia, tra le quali il canonico Morano rammenta le seguenti:

  • Contemplazioni astrologiche di predire i mali acuti
  • Plettro d’Apollo, Tortona 1628 dedicato al serenissimo D.Odoardo Farnese duca di Parma e di Piacenza. Ecco una recensione tratta da “Storia della Poesia in Piemonte” di Tommaso Vallauri 1841: Contiene quest’opera parecchi componimenti di diverso metro, cioè il Gnido, il Pesce, lo Scorpione, la Libra, la Vergine, Cento lumi, Lettimbro, Ermipo Idalio, rime diverse, duelli amorosi, quattro stagioni. Secondo l’uso di quell’età sono questi versi pressochhè tutti di argomento amoroso. lo stile ne è facile e corretto; ma i pensieri sono sovente spiegati con luoghi comuni e troppo triti; il che toglie alla poesia quell’aria di novità, che tanto giova al diletto, fine principalissimo, che ella si propone. oltre di che i versi ti riescono alcuna volta anzi languidi che no. Non tutte però le poesie dell’Arcadio sono macchiate di questi vizi; anzi alcune se ne leggono, in cui non troveresti che appuntare. Ed abbine un argomento nella prima stanza di una canzone, con cui il nostro poeta risponde ad un suo amico, che avealo invitato alla sua villa.

Gentilriccio alla verdura

Teco al rezzo amor mi appella,
Per temprar la calda arsura
Sotto l’alba amica e bella,
Per goder sott’ombra amena
Dè bei versi la tua vena.

  • Contemplazioni medicinali sopra il contagio, Tortona 1632
  • Le Mondane pazzie, Tortona 1654
  • Triturationes supra tres libros pronosticorum Hippocratis
  • Pandora officinalis, specie di ricettario alfabetico Ms. di 370 pagine veduto da Malacarne. Alle donne, che desiderassero di godere in tre giorni le dolcezze della maternità, Arcadio suggerisce seriamente d’ingojare ovum unum recens factum a gallina cum tribus cariofillis masculis: bevendovi sopra ciatum vini meracis per tres dies continuos, et cum marito rem habe. Expertum Savonae anno Domini 1619. Pandora pag. 143.

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